Legambiente ha presentato il rapporto Ambiente Italia 2010, che come ogni anno analizza lo stato di salute, ambientale e non, del Paese. In esso emerge come lo stato di crisi che ha attraversato tutto il Mondo e che attualmente, seppur con una lieve ripresa, è ancora in atto, abbia aumentato il divario tra Nord e Sud, quest'ultimo fortemente condizionato dalla presenza della criminalità organizzata, freno alla sostenibilità dello sviluppo.
L'analisi ambientale del rapporto spiega come le Regioni debbano affrontare nuove sfide ambientali per promuovere uno sviluppo più moderno e pulito, avviando sul serio la Green Economy e creando nuovi occupati in settori strategici. "Sono proprio le regioni, che oggi hanno competenze rilevanti e spesso esclusive in materie delicatissime, ad avere la responsabilità di trovare le risposte più efficaci per uscire da questa situazione - ha sottolineato Vittorio Cogliati Dezza,presidente nazionale di Legambiente - La sfida che proponiamo ai candidati governatori è di cogliere le opportunità che la crisi climatica e la crisi economica ci propongono, dimostrando l'esaurimento del vecchio modello di sviluppo e la necessità di fare della Green Economy e della qualità dei territori italiani il punto di forza per rilanciare il Paese".
Scorrendo i dati strettamente ambientali contenuti nel rapporto, male la performance italiana relativa alle emissioni climalteranti: con 550 milioni di tonnellate di CO2, l'Italia è il terzo paese europeo per emissioni. Altra nota critica è la mobilità: l'Italia ha la più elevata quantità pro capite di mobilità motorizzata in Europa.
Dati positivi invece emergono quando si parla di piste ciclabili (in leggera crescita), produzione agricola biologica, lo stato di protezione delle aree di interesse ambientale e l'incremento dei sistemi di gestione ambientale.
Per leggere un dettagliato riassunto del quadro emergente dal rapporto Ambiente Italia 2010, seguire il link al sito di Legambiente.